Atlante dell’arte italiana

FONDAZIONE MARILENA FERRARI

 
Autore  Opera
 

Numero e Statue delle Grazie
di Pausania

Descrizione della Grecia, IX, 35, 1-2

Dicono i Beoti che Eteocle fu il primo che sagrificasse alle Grazie: e sanno che stabilì essere tre le Grazie; ma quali nomi desse loro non li rammentano.
Imperciocchè i Lacedemonj affermano essere due le Grazie, e che Lacedemone di Taigete le ergesse, e desse loro i nomi di Clita e Faenna. Convenevoli invero sono questi nomi dati alle Grazie, convenevoli quelli ancora, che esse dagli Ateniesi hanno ricevuto: imperciocchè gli Ateniesi ancora onorano da’ tempi rimoti le Grazie Auxo ed Egemone. Conciossiachè quello di Carpo non è nome di una Grazia, ma di una Ora: all’altra Ora gli Ateniesi compartono onori insiememente con Pandroso, chiamando la Dea col nome di Tallo. Avendolo adunque appreso da Eteocle l’Orcomenio abbiamo fissato di già il pregare tre Grazie: ed Angelione e Tecteo, i quali fecero ai Delj Bacco ed Apollo, fecero nella mano di questo tre Grazie: e in Atene davanti all’ingresso della cittadella, le Grazie sono tre anche esse: presso di queste celebrano una iniziazione in segreto della moltitudine.
Panfo fu il primo di quelli che noi conosciamo, il quale cantò sulle Grazie: niun limite però ha posto né intorno al numero, né sopra i nomi loro. Omero poi (conciossiachè anche costui rammentò le Grazie) dice, che vi è la moglie di Vulcano, e le dà il nome di Grazia. Di Pasitea dice, che fosse suo amante il Sonno: e quando parla di esso fa quel verso: Certo che una darammi delle Grazie / più giovani.
Per questa ragione alcuni sospettano che Omero conosceva altre Grazie più vecchie ancora. Esiodo nella Teogonia (gli attribuisca pure chi il voglia la Teogonia) dice che le Grazie sono figlie di Giove e di Eurinome, e che hanno i nomi di Eufrosine, Aglaia e Talia: lo stesso si legge ne’ versi di Onomacrito. Antimaco poi senza dare né il numero né il nome delle Grazie dice che sono figlie di Egle e del Sole. Ermosianatte finalmente, autore delle elegie, in tanto dissente dal parere de’ sopraddetti, che afferma essere la Persuasione anche essa una delle Grazie.
Chi fosse il primo fra gli uomini, che formasse, o dipingesse le Grazie nude, non potei saperlo: dappoichè le più antiche, le quali sono vestite, dagli statuarj similmente e dai pittori facevansi: e presso gli Smirnèi così nel tempio delle Nemesi di là dalle statue sono situate le Grazie di oro, opera di Bupalo, e nell’Odèo hanno così l’immagine di una Grazia, pittura di Apelle. Similmente i Pergameni le hanno nel Talamo di Attalo, anche esse opera di Bupalo; e presso il così detto Pizio sono anche ivi le Grazie, da Pittagora Pario dipinte: Socrate di Sofronisco poi scolpì davanti all’ingresso della cittadella agli Ateniesi le statue delle Grazie. E queste sono tutte similmente con veste: quei, che vennero dopo non so per qual motivo cangiarono loro le figure: nel mio tempo pertanto formavano e dipingevano le Grazie nude.

(Traduzione A. Nibby, 1817)
 

Canova Antonio

Le Grazie e Venere danzano davanti a Marte, 1798

Le Grazie, 1799

Le Grazie, 1812

Le Grazie, 1813

Carracci Agostino

Le tre Grazie, 1590-1595

Carracci Annibale

Venere adornata dalle Grazie, 1594-1595

De Chirico Giorgio

Le tre Grazie, 1954

Liberi Pietro

Venere adornata dalle Grazie, XVII d.C.

Venere, Amore e tre Grazie, XVII d.C.

Manetti Rutilio

Le tre grazie, XVII d.C., attr.

Negretti Jacopo d’Antonio, Palma il Giovane

Le tre Grazie, 1611

Raffaello Sanzio

Le tre Grazie, 1504-1505

Robusti Jacopo, il Tintoretto

Mercurio e le Grazie, 1576-1577

Salviati Francesco

Vaso ornato con le tre Grazie, c. 1545

Thorvaldsen Berthel

Cupido e le Grazie, 1817-1819


Le tre Grazie, I d.C.


Le Grazie, II d.C.


Le tre Grazie, III d.C.


Piatto con Tre Grazie, 1550-1570