Atlante dell’arte italiana

FONDAZIONE MARILENA FERRARI

 
Autore  Opera
 

Vincenzo Castella. Rinascimento sacro
di Vincenzo Castella

Ciò che più amo della fotografia è il suo carattere EMPIRICO - INDAGATIVO – DUBITATIVO; è come fosse una macchina straordinaria per immaginare e intravedere il volto complesso, intrigato e sempre sfuggente della realtà.
Non ci sono storie da raccontare ma, forse, modelli da immaginare, visioni da restituire.
La fotografia è il linguaggio più idoneo per ascoltare la realtà come l’insieme di quello che puoi vedere e di quello che non puoi vedere.
La fotografia non si realizza scegliendo il frammento, ma piuttosto invocando la partecipazione simultanea di miriadi di dettagli, impressioni, incidenti, fatti, corpi che si ristrutturano come una cosa nuova in un nuovo quadro la cui dinamica e logica gerarchica non possiamo controllare completamente.
È come confrontarsi con il “tempo reale” cinematografico “montato in macchina” in un unico quadro di lavoro.
La fotografia ha la proprietà di associare tutti i tempi e tutti gli spazi.
Non appena ci si “sporge”, la possibile visione evapora e si mostra solo se stessi: più l’autore cerca l’imposizione del risultato più in qualche modo esso diventa il frutto di una sovrascrittura di suoi preconcetti.
Il mio approccio ha cercato di condividere simbolicamente i presupposti delle discipline forensi, creare e organizzare i piani visivi come documenti per ricostruire identità ed eventi, la prova della vita a partire dal trauma e la perdita del corpo… e il velo atmosferico.
Fotografare significa comprendere la polvere che ti separa dalla cosa che stai guardando: è solamente quello, il colore della polvere dell’aria che colora tutto il resto.
La cosa più importante per me è questo meccanismo, non la ricerca estetizzante del singolo colore. In questo mio progetto sul “Rinascimento Sacro Italiano” la direzione verso la quale ho rivolto lo sguardo è un punto equidistante tra la scultura, la pittura e la polvere.
La quantità di tempo che la ripresa necessita è pari alla quantità di tempo indispensabile per fare accadere dei cambiamenti sulla scena.
Anche in apparente immobilità, nel frattempo i cambiamenti della luce si sommano.
Mi piacerebbe poter cogliere sempre di più il tempo dentro l’immagine.
Ogni fotografia è per me nuova: non è una variante di se stessa ma un “fatto nuovo”, né riproduzione né rappresentazione, né realtà né il suo opposto.
 

Castella Vincenzo

Basilica della Santa Casa, Loreto, 2011-2012

Basilica di San Giorgio Maggiore, Venezia, 2011-2012

Basilica di San Lorenzo, Firenze, 2011-2012

Basilica di Santa Maria degli Angeli, Roma, 2011-2012

Basilica di Santa Maria Novella, Firenze, 2011-2012

Basilica di Sant'Andrea, Mantova, 2011-2012

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze, 2011-2012

Certosa, Pavia, 2011-2012

Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Milano, 2011-2012

Tempietto di San Pietro in Montorio, Roma, 2011-2012